Volpe (Uripa) scrive al ministro della salute: Nel decreto Aiuti Ter escluse le case di riposo. Ora le rette rischiano di aumentare di 300/400€ al mese

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Il Gazzettino, 28 settembre 2022

L’EMERGENZA VENEZIA In Veneto si profila un aumento delle rette delle case di riposo di 300-400 euro al mese. Il motivo: le strutture per gli anziani sono state escluse dal decreto Aiuti Ter. Gli aiuti sono solo per il settore della disabilità. È quanto denuncia Roberto Volpe, presidente dell’Uripa, l’Unione delle case di riposo del Veneto, che ieri ha scritto una «indignata e arrabbiata» lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza. «Ci eravamo illusi – dice Volpe – che i nostri appelli di queste settimane sarebbero stati accolti e non immaginavamo nemmeno per un momento che il Governo ci mettesse nelle condizioni di vederci costretti ad aumentare le rette dei nostri ospiti con rincari mensili nell’ordine di 300/400 euro, ovvero incrementi del 20/30% delle rette attualmente pagate».La doccia fredda è arrivata con la pubblicazione del decreto legge 144. Perché i soldi per far fronte al caro bollette ci sono – 170 milioni di euro per l’anno 2022 – ma – dice Volpe- «sono destinati solo alle strutture che ospitano disabili. Le case di riposo per anziani, le Ipab, gli enti no profit sono esclusi». All’articolo 8 il decreto dice che Al fine di sostenere gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che gestiscono servizi sociosanitari e sociali svolti in regime residenziale, semiresidenziale rivolti a persone con disabilità, a fronte dell’aumento dei costi dell’energia termica ed elettrica nel terzo e quarto trimestre del 2022, è istituito (…) un apposito fondo, con una dotazione di 120 milioni di euro per l’anno 2022. Altri 50 milioni sono stanziati per sostenere gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore.«L’ennesima ingiustizia, un vero e proprio dramma sociale -, denuncia Volpe -. Spiace trovare oggi conferma che gli anziani in condizione di non autosufficienza non assistibili a domicilio – spesso soli e come non mai così numerosi come oggi – sono stati visti dai Governi di questi tre anni come un peso per la politica». La speranza del presidente dell’Uripa è che «il nuovo Governo in fase di conversione intervenga senza indugio». Altrimenti l’aumento delle rette sarà inevitabile.
L’APPELLO Intanto, a fronte di 180mila anziani non sono autosufficienti in Veneto di cui più dell’80% seguito in casa dai propri cari o dall’assistente familiare, arriva l’appello al Governo perché approvi la legge quadro sulla non auto-sufficienza. «Ci uniamo all’appello lanciato in questi giorni dallo Spi nazionale – dice Elena Di Gregorio, segretaria generale del Sindacato dei pensionati della Cgil veneta -. Bisogna assolutamente approvare la legge sulla non autosufficienza degli anziani entro il consiglio dei ministri di oggi. Non solo perché rientra negli obiettivi previsti dal Pnrr ma anche e soprattutto perché è una vera necessità per il Paese. La legge, il cui testo è depositato da tempo presso la presidenza del Consiglio dei ministri, darebbe una risposta di dignità per una fascia della popolazione particolarmente fragile e un aiuto concreto a milioni di famiglie italiane che se ne prendono cura quotidianamente, spesso senza alcun supporto da parte dello Stato». In Veneto un residente su quattro è over 65 e l’8% della popolazione (370 mila abitanti) supera gli 80 anni. Nel 2022 (fonte Inps) sono state erogate in Veneto 94.017 indennità di accompagnamento di cui 73.665 a persone non autosufficienti con più di 80 anni.

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