Padova. Nel complesso socio-sanitario ai Colli nasceranno una casa di riposo, una casa di comunità, un centro di salute mentale e servizi per la disabilità. Investimento da 12 milioni

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Il Gazzettino, 23 gennaio 2023

I PROGETTI PADOVA Il complesso socio-sanitario ai Colli è pronto a cambiare volto. Tra la fine di quest’anno e metà del prossimo apriranno tre importanti cantieri nei padiglioni 3 e 4 per un investimento che si aggira attorno ai 12 milioni di euro. All’interno nasceranno una casa di riposo, una casa della comunità, un nuovo centro per la salute mentale, spazi dedicati alle persone con gravi disabilità, ma anche uffici, sale riunioni e rinnovati ambulatori di riabilitazione e fisioterapia. «L’obiettivo è far rivivere questo complesso – dichiara l’ingegner Tommaso Caputo, direttore dell’Unità Operativa Complessa Servizi tecnici e patrimoniali dell’Ulss 6 – costruiamo la sanità del futuro, lasciando le tracce della storia».I padiglioni 3 e 4 oggi sono per gran parte inutilizzati e versano in uno stato di degrado. In attesa dell’avvio dei lavori, la cittadella sanitaria ha già dato il via ad altre ristrutturazioni. Al padiglione 5 e a 6, infatti, sono già operativi altri cantieri in via di conclusione. «L’ambizione è di riuscire a completare l’intero assetto nel giro di tre anni», ammette Caputo.
IL PADIGLIONE 3 Il primo intervento di recupero del padiglione 3 risale a circa un anno e mezzo fa, quando è stato inaugurato il Centro operativo educazionale diurno Archimede (Ceod), grazie ad un intervento massiccio sull’intero edificio e un forte coinvolgimento della Fondazione Cariparo. «Completata quell’area, ora stiamo andando avanti con gli altri stralci – precisa il direttore Caputo -. Al padiglione 3 stiamo perseguendo la realizzazione di un Rsa su circa 2.100 metri quadri, per un importo di cinque milioni di euro con finanziamenti misti da Cariparo, Ulss e Regione. Poi, sempre al padiglione 3, troverà spazio una casa della Comunità. Quest’ultima sarà il biglietto da visita di funzioni che, di fatto, sono già presenti ai Colli. La casa della Comunità farà da sintesi e sinergia».Grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), su tutto il territorio dell’Ulss 6 saranno realizzate 18 case della comunità (e 2 ospedali di comunità). Si tratta di poliambulatori, dove all’interno lavoreranno i medici di famiglia e altri professionisti che erogheranno prestazioni specialistiche. Come lo psicologo, l’assistente sociale, il dietista e così via. Inoltre ci sarà spazio anche per le attività legate al consultorio. La casa della comunità ai Colli si estenderà su una superficie di 600 metri quadri ed è prevista una spesa di circa 1,8 milioni di euro. «A cavallo tra il 2023 e il 2024 inizieremo i lavori e li finiremo entro il 2026», specifica Caputo.
Il PADIGLIONE 4 Il progetto portante del padiglione 4 riguarda il futuro Centro di salute mentale (Csm), che si propone di unire e valorizzare i servizi attualmente frammentati. All’interno troveranno spazio sia i reparti di psichiatria, che i centri per la riabilitazione e terapia. L’investimento in questo caso è di 4 milioni e 650 mila euro. Ma non solo. Al padiglione 4 è prevista anche la riqualificazione degli ambulatori di riabilitazione e fisioterapia, oltre all’adeguamento antisismico, antincendio ed energetico. «Come secondo stralcio provvederemo al potenziamento del braccio di sinistra del padiglione, dove ci sarà la sede dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm) – precisa Caputo -. Il progetto definitivo del padiglione 4 ora è in fase di approvazione regionale. Tra fine anno e l’inizio del prossimo apriremo i cantieri. E’ il bis del padiglione 3».
IL RESTO A seguito del rilancio dei padiglioni 3 e 4, di fatto, mezzo ospedale ai Colli sarà riaperto e rivisto con un fortissimo incremento di attività. Intanto è in corso il recupero del padiglione 6, quello centrale dei servizi, già finanziato dalla Regione Veneto con 2 milioni e mezzo di spesa.Il primo stralcio concluso nel 2021 ha portato all’apertura della mensa. «Nella primavera completeremo la ristrutturazione al padiglione 6 rinnovando uffici e sale riunioni – dice Caputo -. Ciò ci consente anche di creare nuovi spazi per la formazione, importanti punti d’incontro». L’ultimo edificio da ripensare è il padiglione 10, dove al piano terra si trova il Sert. «L’amministrazione sta valutando alcune ipotesi – conclude il direttore – al momento il Sert è un po’ costretto e limitato e i due piani superiori non sono attualmente utilizzati. E’ un padiglione che avrà bisogno di una ristrutturazione globale e profonda, al pari o di più di quella necessaria per aprire il padiglione 3. La spesa potrebbe essere equivalente».

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