Padova. Al Civitas Vitae Nazareth della Fondazione Oic speed date tra giovani e anziani per raccontarsi storie

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Il Gazzettino, 6 dicembre 2022

LA PROPOSTA PADOVA La signora Lina ha 92 anni. Ha perso il papà quando ne aveva solo 8 e a 10 ha conosciuto la guerra. Sono stati «anni molto duri», ma poi il tempo è passato e la vita le ha regalato molti momenti felici. Si è sposata, ha avuto «due buoni figli» e oggi ha anche «due buone nuore, 5 nipoti e 4 pronipoti». Gabriele, invece, di anni ne ha 27, è laureato in storia e nella vita lavora come educatore. Lina e Gabriele sono due dei partecipanti allo Speed date generazionale proposto lo scorso fine settimana a Padova al centro Civitas Vitae Nazareth della Fondazione Oic, a San Camillo, a cui hanno preso parte gli ospiti del centro e alcuni ragazzi del club Rotaract di Padova Centro.
COME FUNZIONA Lo speed date (che, tradotto, significa appuntamento breve) di solito è un momento d’incontro dedicato ai single: ci si trova in un posto, ci si siede a tavoli da due e si hanno a disposizione pochi minuti ciascuno per presentarsi e scambiare qualche chiacchiera. Poi si gira, nuovo tavolo e nuovo partner. È un’opportunità per conoscere molte persone diverse e, qualche volta, per trovarne una da incontrare di nuovo. I giovani del Rotaract hanno portato all’Oic di San Camillo un evento organizzato sullo stampo degli speed date per coppie, ma intergenerazionale, con le persone anziane del Civitas Vitae. Così domenica scorsa, per circa un’ora e mezza, la sala bar dell’Oic si è trasformata in una sala conversazioni. Gli ospiti dell’Oic e i ragazzi del Rotaract avevano a disposizione 15 minuti per conoscersi e scambiarsi esperienze, storie e ricordi. Al termine dei 15 minuti un cambio tavolo (per un totale di massimo 4 cambi) così da dare la possibilità a tutti di conoscere tutti. Lo spirito del gioco, in questo caso, era quello di generare una conversazione curiosa, in particolare sulle differenze nel modo di vivere e di affrontare la vita delle diverse generazioni. Per gli anziani è stata un’occasione per vivere un momento di confronto con i ragazzi e le ragazze del club. I giovani, dal canto loro, hanno avuto l’opportunità di mettersi alla prova con un’attività culturale fuori dall’ordinario, confrontandosi con le generazioni precedenti. I ragazzi hanno cercato soprattutto di stimolare gli anziani a parlare e ognuno di loro ha scelto un racconto diverso.
LE STORIE La signora Michelina ha confidato di essere arrivata all’Oic della Mandra dopo aver perso la sorella, e all’epoca aveva «solo lacrime». Oggi non piange più e, qualche volta, si presta anche alle attività. Questa delle chiacchiere con «quei bravi ragazzi» le è piaciuta tanto: sono venuti a parlare con lei e a raccontarle ognuno dei propri studi o del lavoro. Il suo consiglio è stato quello di «voler sempre bene ai genitori, anche da grandi, anche da sposati».
L’IDEATORE Gabriele Perin, che è stato anche l’ideatore di questa iniziativa, invece si porta a casa le storie di come è cambiata la città nel tempo: «Mi interessava conoscere l’evoluzione della città e del quartiere, capire cosa è cambiato, cosa è scomparso e conoscere le sensazioni di chi ha vissuto questo cambiamento. Per me – conclude è stata una bellissima esperienza. È stato bello sapere di aver messo a disposizione una piccola parte del mio tempo libero per chi in questo momento vive in una condizione di fragilità. Ed è stato bello anche ascoltare le loro storie di vita, i loro racconti e la loro gioia nell’incontrarci».

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