L’Ulss 3 ingaggia infermieri attraverso agenzie interinali. Costo lordo quasi triplo rispetto all’assunzione

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Il Gazzettino, 26 novembre 2022

SANITÀ VENEZIA Dopo i medici gettonisti, ecco gli infermieri interinali. Finora succedeva solo nelle case di riposo, ma adesso accade anche nelle aziende sanitarie: di fronte alla drammatica mancanza di personale in Veneto, l’Ulss 3 Serenissima si è trovata a doverlo ingaggiare attraverso un’agenzia di somministrazione di lavoro, che verosimilmente riesce a trovarli fuori regione. Una fornitura piuttosto onerosa per le casse pubbliche, dal momento che un mese di stipendio costerà all’ente lagunare 5.917 euro, quando il lordo mensile previsto dal nuovo contratto nazionale di categoria ammonterebbe a 2.013,11 euro.
LA RICERCA Ancora una volta è la legge del mercato a dettare le condizioni. La delibera firmata dal direttore generale Edgardo Contato rileva che nel territorio veneziano sussiste «un grave problema di carenza di organico relativamente alle professioni sanitarie, in particolare di personale infermieristico» all’ospedale civile. Un nodo che perfino le imprese interinali faticano a sciogliere: l’Ulss 3 ha infatti accertato «l’incapacità da parte dell’attuale fornitore del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato», e cioè la Tempor Spa di Roma, di reperire infermieri «con la necessaria tempestività» e «nei numeri richiesti». Va detto che la richiesta dell’azienda sanitaria era di soli 3 lavoratori: una cifra apparentemente esigua, ma evidentemente inaffrontabile, nell’attuale congiuntura che per esempio in Veneto ha visto quest’anno l’approvazione di 1.864 posti a Scienze infermieristiche da parte del ministero dell’Università, a cospetto di un fabbisogno stimato dalla Regione in 4.100 matricole. Per superare una situazione che «mette a rischio la continuità dell’attività assistenziale», l’azienda sanitaria ha così attivato «una intensa attività di ricerca di risorse infermieristiche», finché la ditta Work on Time di Udine si è resa disponibile a fornire «in tempi molto brevi parte delle risorse che si necessitano», cioè indicativamente a partire dal prossimo 1° gennaio.
L’IMPORTO Dopo una trattativa, l’Ulss 3 è riuscita a spuntare un preventivo di 31,09 euro all’ora più Iva per un infermiere di livello D. L’importo comprende il costo del lavoro fissato dal nuovo contratto, nonché i ratei della tredicesima e le eventuali altre mensilità aggiuntive previste, la quota di Tfr, il versamento degli oneri previdenziali, assistenziali e contributivi, il contributo al Fondo formazione dei lavoratori temporanei e quello all’Ente bilaterale paritetico, l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi e prestatori d’opera. L’esborso totale per 3 addetti, chiamati a lavorare per 39 ore alla settimana e per un periodo di 9 mesi, sarà di 159.759 euro. Soldi che ovviamente non finiranno tutti nelle tasche dei lavoratori, data l’intermediazione dell’agenzia. Ma va così: reperire direttamente gli infermieri, in questo momento, è una missione praticamente impossibile. Non a caso la stessa Tempor non è riuscita a soddisfare la richiesta dell’azienda sanitaria perché ne sta già cercando 3 per una casa di riposo di Valdagno. Quelli che saranno reperiti dalla Work on Time, stando a un analogo annuncio che era stato pubblicato a Torino, dovranno essere laureati a in Scienze infermieristiche e iscritti all’Ordine delle professioni infermieristiche.
LA MANOVRA Nel frattempo il problema della carenza di personale sanitario e dell’insufficienza di dotazioni finanziarie resta al centro del dibattito politico in Veneto. Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale chiede se «la giunta Zaia colmerà le mancate risorse» della manovra nazionale: «I due miliardi di aumenti sono infatti a malapena sufficienti per coprire per qualche mese i rincari energetici. Ma nulla più. Non c’è all’orizzonte alcuno spazio per il rilancio del sistema sanitario».

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