Il gruppo Pd in consiglio regionale: Proposta manovra emendativa al bilancio con salvagente da 200 milioni di euro per caro-bollette, medici di famiglia, non autosufficienza, rette per l’infanzia, diritto allo studio, trasporto pubblico locale

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Consiglio Regionale del Veneto, 5 dicembre 2022

Una manovra emendativa dal valore complessivo di quasi 200 milioni di euro su sei fronti: dai sostegni contro il caro-bollette a quelli per l’operatività dei medici di famiglia, dagli aiuti per il pagamento delle rette dei servizi per l’infanzia e dei centri estivi, fino alle misure per non autosufficienza, diritto allo studio e trasporto pubblico locale. Questo il pacchetto di proposte con il quale il Gruppo consiliare del Partito Democratico si presenta al via della discussione d’aula sui provvedimenti della sessione di bilancio regionale 2023. L’illustrazione degli emendamenti è stata fatta oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Padova, dal Capogruppo Giacomo Possamai, dalla Vicepresidente della Commissione bilancio Vanessa Camani, dalla Vicepresidente della Commissione sociosanitaria Anna Maria Bigon, dal Vicepresidente della Commissione trasporti Jonatan Montanariello, dal Presidente della Commissione politiche pubbliche Andrea Zanoni e dalla Vicepresidente del Consiglio Francesca Zottis, che spiegano: “Abbiamo individuato due grandi assi portanti per questa nostra manovra emendativa. Da un lato il Sociale e i servizi sanitario-assistenziali, ritenendo prioritario invertire la rotta sul fronte complessivo del welfare in Veneto. Basti pensare alle difficoltà economiche legate ai rincari energetici così come all’insufficiente numero di medici di famiglia e ai problemi di risorse e personale delle strutture per anziani e non autosufficienti. Il secondo asse portante delle nostre proposte è riassumibile con una parola: futuro. Abbiamo voluto concentrare le nostre attenzioni sui giovani e sui giovanissimi e chiediamo per questo sia aiuti alle famiglie per sostenere le spese di asili e centri estivi sia maggiori investimenti per il trasporto pubblico che vede la fascia del pendolarismo studentesco particolarmente penalizzata. Senza dimenticare gli universitari e la necessità di rimpinguare gli stanziamenti per garantire le borse di studio a tutti gli aventi diritto e per ampliarne la platea”.
Circa il valore economico complessivo delle proprie proposte, circa 200 milioni, i Consiglieri dem osservano che “Si tratta di una cifra per nulla esagerata o da sogni nel cassetto. Basti pensare che, quando due mesi fa Zaia mise sul tavolo l’ipotesi di applicazione della addizionale Irpef, l’obiettivo era quello di introitare 300 milioni di euro, da destinare prevalentemente al sociale. Dunque, la nostra proposta non ha nulla di demagogico, ma coglie il punto delle esigenze del Veneto. Irpef o meno, è d’obbligo procedere a una distribuzione di risorse che tenga conto dello scenario che abbiamo tracciato con i nostri emendamenti”.
“Gli emendamenti relativi al welfare – puntualizzano i Consiglieri – sono i seguenti: Fondo regionale contro il caro-bollette. La proposta dem di creazione di questo Fondo, con una dotazione iniziale di risorse pari a 50 milioni di euro, è finalizzata all’erogazione di contributi per far fronte alle spese di combustibile per riscaldamento delle abitazioni, al pagamento delle forniture di gas ed elettricità e per ulteriori necessità economiche individuate dai Comuni. L’invasione russa dell’Ucraina e la guerra tutt’ora in corso hanno aggravato una situazione economica già molto difficile in conseguenza della pandemia. Molte persone già ora non riescono a far fronte agli importi delle bollette per la fornitura di elettricità e gas, alle spese per l’acquisto di pellet, legna e gasolio per riscaldamento. Con l’arrivo della stagione fredda e buia le spese per la luce e il riscaldamento sono destinati ad aumentare notevolmente. Per questo è necessario predisporre, attraverso i servizi sociali dei Comuni, misure straordinarie di sostegno.
In seconda battuta, la questione dei medici di famiglia: la nostra recente ricerca sulle carenze di MMG ha evidenziato la necessità di intervenire con misure urgenti, già a partire da questa sessione di bilancio. Per questo abbiamo presentato un emendamento per lo stanziamento di 10 milioni destinati all’integrazione dell’indennità annua di collaboratore di studio. Questo nell’ottica di dare sostegno concreto ai medici di famiglia per il temporaneo aumento dei massimali di assistiti. L’azione più impellente è sgravare i medici di famiglia dalle incombenze burocratiche, assegnando loro un supporto amministrativo. Il contributo per il collaboratore di studio deve essere condizionato, laddove possibile, all’associazione in medicine di gruppo. Tutto questo, fermo restando che il raggiungimento dei massimali deve però essere adottato solo per il tempo strettamente necessario, perché numeri molto elevati vanno a scapito della qualità del servizio, e in Veneto già ora il numero medio di assistiti dai medici di famiglia è tra i più alti d’Italia, secondo solo a quello di Trentino-Alto Adige e Lombardia.
Per quanto riguarda la non-autosufficienza un altro importante emendamento presentato dal Partito Democratico riguarda l’integrazione del fondo regionale per la non autosufficienza con un aumento di risorse pari a 30 milioni, finalizzato all’aumento del numero di impegnative di residenzialità a favore dei soggetti che ricorrono ai servizi residenziali. La popolazione veneta sta rapidamente invecchiando: già oggi circa una persona su quattro ha più di 65 anni. Con l’età aumentano le patologie e la comorbilità. Per molte famiglie arriva il momento, doloroso ma necessario, di chiedere il ricovero di un proprio caro in una residenza sanitaria assistita. Un diritto che sta diventando un privilegio, inaccessibile per tanti cittadini che non sono in grado di far fronte ai costi. Attualmente le impegnative di residenzialità coprono il 75% della platea di potenziali beneficiari. La Giunta regionale prevede di arrivare alla copertura dell’87% del fabbisogno nei prossimi tre anni. Ma non basta. Questo stanziamento ha come scopo l’incremento di 1.500 impegnative di residenzialità. Parallelamente un secondo emendamento prevede lo stanziamento di altri 18 milioni a titolo di incentivo e premialità per gli enti gestori dei centri di servizi che si fanno maggiormente carico di persone non autosufficienti con profilo di elevata gravità (oltre 12 mila in Veneto) con una graduazione dei contributi, da un minimo di 3 euro a un massimo di 6 euro al giorno per i giorni di presenza nell’anno solare di ciascun ospite non autosufficiente con profilo di maggior gravità. Ciò, a condizione che la percentuale di presenze di questi ospiti sia almeno pari al 30% delle presenze complessive di ospiti non autosufficienti. E che sia garantita la presenza infermieristica nell’arco delle 24 ore del giorno. A maggior ragione dopo la decisione della Giunta di definire una quota sanitaria unica di 52 euro corrispondente ad un unico livello assistenziale, al posto dei due livelli precedenti, è indispensabile evitare che vengano scaricati sulle famiglie i più alti costi organizzativi delle strutture che si fanno carico in misura rilevante di ospiti con elevata necessità di cure sanitarie o con disturbi comportamentali”.
“Per quanto riguarda l’asse relativo al Futuro – proseguono i dem – e i servizi per l’infanzia, due sono le proposte a sostegno delle famiglie. Da un lato quello di un Fondo, con una dotazione di 50 milioni di euro, per l’erogazione di contributi mirati al pagamento delle spese di frequenza dei servizi educativi per la prima infanzia (da 0 a 3 anni). Il ricorso agli asili nido, pubblici e privati, comporta per le famiglie un importante esborso economico, quantificato mediamente in 6.000 euro l’anno. Ovviamente, il costo aumenta in presenza di più figli. Si ritiene necessario che anche il Veneto, come già fanno altre Regioni, metta a disposizione maggiori risorse da destinare ai Comuni per l’erogazione di contributi alle famiglie che per motivi economici non possono accedere a tali servizi, giungendo progressivamente alla totale copertura della spesa per le famiglie meno abbienti. Lungo lo stesso filone, la proposta di destinare altri 5 milioni per l’erogazione di contributi a copertura delle spese di frequenza dei centri estivi per minori. Secondo l’Osservatorio delle famiglie di Federconsumatori i prezzi dei centri estivi sono salatissimi: per i centri privati si aggirano sui 168 euro settimanali, che scendono a 96 euro se la frequenza è solo la mattina. Le strutture pubbliche hanno costi più contenuti (81 euro settimanali per l’intera giornata e 50 euro per mezza giornata). Ma in generale, la spesa per due mesi di centro estivo può raggiungere anche i 1.200 euro per un solo bambino: una soluzione non alla portata di tutti. Alcune Regioni hanno già stanziato il ‘bonus rette’: per esempio l’Emilia Romagna ha messo a disposizione un fondo di 6 milioni di euro. Altrettanto deve fare il Veneto”.
In materia di Diritto allo studio, i consiglieri del Pd propongono di aumentare di 14 milioni i fondi per le borse di studio per poter integrare adeguatamente lo stanziamento a seguito delle modifiche in merito introdotte con il PNRR, e spiegano: “Ad oggi, infatti, ci sono diverse migliaia di studenti che, pur essendo vincitori di borsa, non sono risultati beneficiari proprio per la scarsità di risorse disponibili. Con questo emendamento vogliamo fare in modo che tutti gli studenti universitari idonei possano essere beneficiari di borsa di studio. Questo emendamento vuole anche superare il limite storico della Regione del Veneto che stanzia per il diritto allo studio sempre e solo la quota minima prevista, senza aggiungere risorse ulteriori, cosa che, nei fatti, limita l’accesso alle università venete rispetto a quelle di altre regioni. Inoltre ricordiamo che la mancata erogazione delle borse agli studenti beneficiari ha implicazioni anche sugli altri servizi agli studenti, a partire da quello ‘mensa’, per il quale si prevede un prezzo ridotto per i borsisti. La mancata erogazione del contributo si traduce dunque anche in una impossibilità di accedere alle agevolazioni previste per i vari servizi”.
Per quanto riguarda il Trasporto pubblico locale, “Un emendamento destina 15 milioni per garantire la gratuità di bus e treni regionali per gli studenti che scelgono di andare a scuola con i mezzi pubblici. Si prevede che per gli under 14 l’abbonamento sia gratuito a prescindere dal reddito, invece per gli under 19 la gratuità è riservata a chi ha un Isee familiare annuo fino a 30mila euro. Un sostegno già introdotto in Emilia-Romagna, dove le famiglie possono presentare richiesta on line attraverso un apposito portale. E di cui hanno beneficiato, nel 2021, oltre 200 mila studenti, con un risparmio per le famiglie di circa 47,5 milioni di euro, in media 300 euro a figlio. Riteniamo sia una misura importante per sostenere le famiglie venete, vista anche la cronica insufficienza di risorse proprie che la Regione stanzia a favore dei servizi di trasporto pubblico sul territorio. Da questa manovra di bilancio ci attendiamo un segnale di attenzione concreta che vogliamo sollecitare con questa nostra proposta di stanziamento”.
“La definizione della proposta complessiva presentata – concludono i dem – nasce anche dall’ascolto, da una serie di incontri e visite presso i luoghi significativi ed emblematici della durissima stagione che si sta vivendo. Tra case di riposo, studi medici e aziende, ascoltando le esigenze di chi opera nel sistema sanitario, assistenziale e di chi fa impresa ritrovandosi alle prese con la morsa dei rincari energetici. Auspichiamo che l’ascolto delle nostre proposte da parte della Giunta e della maggioranza sia anche l’elemento distintivo di questa sessione di bilancio così delicata”.

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