Cittadella. Nei piani di zona 2023-2025 il progetto per una struttura destinata al dopo di noi per persone con disabilità

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Il Gazzettino, 28 giugno 2022

CITTADELLA Una struttura destinata al dopo di noi, in grado di accogliere dieci persone, da realizzarsi nell’area di proprietà comunale a Facca di Cittadella. Un servizio che nella città murata non esiste e per il quale la Giunta municipale di Luca Pierobon si è attivata, rispondendo alla manifestazione di interesse per l’inserimento di nuove strutture socio-sanitarie o sociali nella programmazione regionale relativa al periodo 2023-2025, mediante adozione di appositi piani di zona da parte della Regione del Veneto, come ha segnalato l’Ulss 6 Euganea.
IL PROGETTO Nella volontà dell’amministrazione, sarà una comunità alloggio per persone con disabilità, prive del sostegno familiare, per favorire il loro pieno sviluppo e la completa integrazione nella comunità attraverso azioni che permettano di autogestirsi in un ambiente protetto e la capacità di raggiungere sempre nuovi e progressivi livelli di autonomia, soprattutto nel caso in cui si trovino, per il venir meno dei genitori, privi delle figure di riferimento e di tramite con la comunità. Il dopo di noi è argomento sempre di maggiore importanza nel medio-lungo termine, in ragione dell’evoluzione delle prospettive di vita delle persone nonchè del venir meno della rete familiare allargata che, nel passato anche recente, era strumento di compensazione per persone con disabilità.
La comunità-alloggio sorgerebbe in una zona baricentrica dell’Alta Padovana e con una buona dotazione di servizi pubblici. Un progetto che coinvolgerebbe una rete costituita oltre che da enti pubblici, da fondazioni del territorio e soggetti appartenenti al Terzo settore con cui dialogare e stabilire un rapporto costruttivo di cooperazione. Il Comune quindi metterebbe prima di tutto a disposizione l’area, prevedendo la costruzione di una struttura per dieci posti, strutturata su due moduli abitativi, ciascuno destinato a cinque persone coinquiline. Aver presentato la richiesta diventa il primo atto per poter avviare, una volta accolta dalla Regione, tutte le azioni necessarie per la costruzione, quindi i finanziamenti e poi per la gestione della stessa. Una struttura che contribuirebbe a migliorare l’inclusività delle persone che si trovano in una situazione di vulnerabilità non più supportate dalla vita naturale.

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