Belluno. Sersa aumenta le rette per il caro bollette: aumento di 147€ al mese, il vicesindaco Gamba: Azione necessaria, rette comunque tra le più basse

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Il Gazzettino, 28 settembre 2022

QUESTIONE DI NUMERI BELLUNO Quattro euro e novanta centesimi al giorno. Centoquarantasette al mese: 1788 euro e 50 centesimi in un anno. È questa la spesa aggiuntiva per ciascun anziano ospite della struttura residenziale di Caravrzano gestita da Sersa, una partecipata del Comune di Belluno, che comporta l’aggiornamento tariffario che scatterà dal prossimo 1° ottobre. Costi e tempistica sono stati comunicati ieri dallo stesso Comune capoluogo. L’aggiornamento delle tariffe si riferisce alle rette degli anziani non autosufficienti in regime residenziale ed era allo studio dell’amministrazione comunale già da alcune da settimane. L’assessore e vicesindaco Paolo Gamba dice: «Era necessario, ma le nostre rette comunque tra le più basse». Ed il Comune in una nota diffusa alla stampa parla della tenaglia in cui si è trovato: «Le ultime notizie che da una parte parlano di aumenti fino al 70% per il gas e fino al 60% per l’elettricità a partire dall’autunno, dall’altra dell’esclusione delle Case di riposo dal decreto Aiuti Ter, sui quali si contava per portare una boccata d’ossigeno nei bilanci delle strutture per anziani, impongono oggi una decisione immediata».
COPERTA CORTA Poi precisa: «Si tratta solo di una limitata e parziale copertura dei costi di esercizio previsti dalla società per l’anno in corso spiega l’assessore al Bilancio e vice sindaco Paolo Gamba – non è dunque una misura risolutiva, allo studio ce ne sono altre relative ai centri di costo. Sono possibili economie, in questo momento è necessario valutare tutto». L’amministrazione comunale ricostruisce anche quanto accaduto nei due anni precedenti. «Nel 2020 e nel 2021 i trasferimenti integrativi a Sersa hanno potuto contare nei trasferimenti statali legati all’emergenza Covid, ma quest’anno il fondo è stato tolto ed è stato necessario attingere a risorse interne. Oltre ai soldi previsti dal corrispettivo di servizio, in sede di assestamento di bilancio è stata accantonata per l’anno in corso la somma di 150mila euro, naturalmente assolutamente non sufficiente a colmare la previsione di perdita. Da qui la necessità di ricorrere ad altre misure».
AGGIORNAMENTO ISTAT L’adeguamento tariffario, dunque, sarà complessivamente pari a 4.90 euro al giorno: una cifra comprensiva sia dei 2,70 euro dell’aggiornamento Istat intervenuto negli ultimi dieci anni e mai incluso nei precedenti adeguamenti tariffari, sia dei 2,20 euro che rappresentano il parziale assorbimento dei maggiori costi energetici causati dalla crisi in corso. La tariffa in questo modo passerà dagli attuali 49 euro a 53,90 permettendo il recupero di circa 150 mila euro e portando il pareggio, necessario a tenere in equilibrio i conti della struttura, alla capienza di 149 anziani anziché 152 come da iniziali stime. L’assessore Gamba aggiunge che «di fatto l’aumento è di 2,20 euro, perché la quota di 2,70 euro è un’aggiunta necessaria all’adeguamento Istat, mai applicato negli ultimi dieci anni».
I TIMORI Dopo aver fatto i conti guardando al passato, Gamba valuta quanto potrà accadere nel futuro: «Le proiezioni per l’anno 2022 ci danno una perdita di circa un milione di euro, al netto dei 403 mila euro già previsti dal contratto di servizio. Secondo i calcoli del presidente di Sersa Paolo Santesso e del suo direttore Paolo Piazza, la struttura dovrebbe accogliere 152 anziani per potersi reggere senza aiuti esterni, solo con i soldi già previsti dal contratto con il Comune. Ma per accogliere più ospiti e riempire completamente la casa di riposo servono almeno 20 operatori socio sanitari e 5 o 6 infermieri in più. Sersa da mesi ha aperto la ricerca di personale e si sta rivolgendo anche all’estero, ma sappiamo tutti quanto sia difficile in questo momento reperire lavoratori nell’ambito sanitario». Al momento i posti occupati sono 123. E l’adeguamento delle tariffe abbasserà il numero degli ospiti necessario a mantenere in equilibrio il servizio da 152 a 149 e conclude il Comune «è in linea con piani tariffari applicati negli ultimi mesi da altri centri di servizio anziani della provincia».

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