Adria. Csa, sollecito della Regione per un piano di risanamento. Da gennaio rette aumentate di 5 euro al giorno

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Il Gazzettino, 23 gennaio 2023

ADRIA La casa di riposo rimane sotto stretta osservazione regionale. La Regione ha chiesto, anzi ha sollecitato, al Centro servizi anziani l’avvio del piano di risanamento per coprire il rosso da quasi 3 milioni di euro degli ultimi due anni. Il piano di rientro rischia però di impegnare gli attuali e i futuri amministratori per i prossimi 20 anni. A certificare la richiesta che arriva da Venezia l’ultimo verbale del cda, che ha approvato il documento economico-finanziario ventennale.
I SOLLECITI «Il 25 ottobre scorso – si legge nell’incartamento – a seguito di una nota ricevuta il 26 settembre da parte della Regione, con la quale si è dato avvio ad un procedimento di vigilanza, una delegazione del cda si è recata presso gli uffici regionali, avendo modo di valutare con il dirigente la necessità di redigere un piano economico-finanziario che, tenuto conto degli indirizzi delineati, definisca un progetto risolutivo di risanamento dell’ente». Il 20 dicembre la Regione ha sollecitato ancora una volta il piano, successivamente approvato dal cda il 9 gennaio.
IL PIANO «Le azioni previste nel 2023 e negli anni seguenti, se realizzate – si legge nel verbale – potrebbero contribuire ad una riduzione della spesa pari a 750mila euro circa. Si tratta di azioni di notevole impatto gestionale che, tuttavia, non consentiranno di giungere al pareggio di bilancio per il prossimo anno, soprattutto se i costi delle utenze non diminuiranno». Tra i punti del piano di rientro presentato in Regione, il contenimento della spesa del personale, con riordino della turnistica, l’efficientamento della sua gestione e la diminuzione del ricorso alle agenzie interinali. Tra le azioni previste, la revisione dei consumi, al fine di contenere la spesa, la promozione degli ingressi e la trasformazione dello stabile di vicolo Bambine in una casa per lo studente. Saranno inoltre limitati gli interventi sugli immobili, con mantenimento in essere dei soli lavori per l’ottenimento del certificato di prevenzione incendi, e promossi gli accessi al Centro diurno.
IL NODO RETTE Tra le azioni già messe in campo l’aumento della retta alberghiera di 5 euro, a far data dal 1. gennaio. «Un rincaro – scrive il cda – attuato per fronteggiare gli aumenti inflazionistici, in particolar modo quelli per le utenze, nonché l’aumento dei costi per il personale collegati al rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro».Attenzione però. Le azioni intraprese – conclude il cda – potranno sanare la perdita economica degli anni 2021 e 2022 solo parzialmente, ma consentiranno, se realizzate, di portare i prossimi bilanci in pareggio. Dovrà però essere monitorato periodicamente lo stato di avanzamento delle azioni indicate nel piano. Qualora le ipotesi assunte si rivelassero non realistiche, si dovranno effettuare ulteriori aggiustamenti alle rette alberghiere per rendere il pareggio di bilancio perseguibile, a meno che non intervengano nuovi aiuti da parte dello Stato o altre entrate».
L’ALTOLÀ Il Pd dice no all’aumento delle. «La nostra proposta – si fa sapere da vicolo Che Guevara – è nota. Sia il Comune a pagare le conseguenze di una mala gestione attraverso l’erogazione di 200mila euro all’anno in bilancio, per cinque anni: bisogna evitare che l’aumenta ricada sulle famiglie e su soggetti deboli».

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