A Stra convegno Anffas dal titolo “Quale sfida per il futuro nei problemi del neurosviluppo”

Argomento:
Provincia:

Il Gazzettino, 3 luglio 2022

STRA Al Museo Nazionale di Villa Pisani, ieri convegno di Anffas Veneto Quale Sfida per il futuro nei problemi del neurosviluppo. Dalla presa in carico al progetto di vita. Ad aprire i lavori, dopo i saluti istituzionali della direttrice di villa Pisani, Loretta Zega, e della sindaca di Stra, Caterina Cacciavillani, gli interventi del Ministro per la disabilità, Erika Stefani, e l’assessore regionale Manuela Lanzarin, che hanno spiegato lo status attuale del lavoro normativo ed economico (anche attraverso lo strumento del PNRR) che Regione e Stato stanno facendo per dare non solo sempre più importanza alle problematiche inerenti alla disabilità, ma anche trovare le risposte necessarie ai portatori di disabilità e le loro famiglie. Interventi molto pratici, toccando anche la legge 68/99 sull’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro. Interventi molto apprezzati dall’uditorio, sinceri nella disanima delle reali possibilità di azione per un tema, quello della disabilità, che riceve sempre più attenzione, anche grazie all’impulso che Anffas ha dato negli anni, come ha sottolineato la presidente di Anffas Veneto, Graziella Lazzari. Il direttore dei Musei veneti, Daniele Ferrara, ha presentato il Protocollo d’Intesa per lo svolgimento di attività formativa finalizzata all’accesso al patrimonio culturale di persone con disabilità intellettiva e/o di relazione siglato tra la direzione dei musei e l’Anffas Veneto, raccontando come si stia già lavorando da tempo a progetti di inclusività, così come previsto dalle circolari della Direzione Generali Musei del Ministero della Cultura. Ha portato i begli esempi del Museo Archeologico Nazionale di Altino, del Museo di Arte Orientale e del Museo di Palazzo Grimani di Venezia, nonché del Museo Nazionale di villa Pisani. All’interno di quest’ultimo, Anffas Riviera del Brenta e Mestre hanno svolto nel parco con 10 destinatari e 2 operatori, la raccolta degli agrumi, poi trasformati in marmellate, biscotti e sale aromatico, e attività di giardinaggio in collaborazione con la ditta Patavium. «Una prima sperimentazione dal significato botanico e culinario, ha spiegato Ferrara – nulla era mai stato fatto per la cultura dei frutti, esperienza dal forte valore simbolico, che ci ricorda che la Regina del Brenta era un luogo di natura e di pregio».

Articoli di rassegna correlati