Vittorio Veneto. Inaugurati due appartamenti per la vita autonoma delle persone con disabilità

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L’Azione, 9 luglio 2026

Emozione, applausi e tanti ringraziamenti reciproci, all’inaugurazione della palazzina di via Galilei 72, dopo la lunga ristrutturazione per diventare (al piano primo e secondo) appartamenti per percorsi di autonomia per persone con disabilità, come già succede al piano terra con l’impegno di Anffas con il progetto “Insieme per domani”. Un progetto portato a termine dal Comune di Vittorio Veneto, con fondi propri, nell’ambito di un progetto Pnrr promosso dall’Ambito territoriale sociale Ven-07 Conegliano, in collaborazione con Terra Fertile e Anffas Sinistra Piave.
Un’emozione grande, davanti al taglio del nastro, per familiari, per operatori, per i sindaci della zona, per i rappresentanti di varie associazioni, tutti presenti alla cerimonia per testimoniare il bisogno che c’è di queste strutture.
Gli appartamenti consentiranno, infatti, ai beneficiari di sperimentare concretamente un’esperienza residenziale, sviluppando competenze nella gestione della quotidianità, della convivenza, degli spazi domestici e della propria autonomia personale, con il supporto di operatori specializzati.
I numeri e i lavori
Il Comune di Vittorio Veneto ha messo a disposizione l’immobile di proprietà, curandone la progettazione e la riqualificazione. L’intervento, inizialmente (2023) previsto in 600 mila euro, ha raggiunto un investimento complessivo di circa 923 mila euro, dei quali circa 633 mila finanziati direttamente dal Comune di Vittorio Veneto e circa 290 mila euro attraverso le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
La riqualificazione ha interessato l’intero edificio. Al primo e al secondo piano sono stati realizzati due appartamenti indipendenti da cinque posti letto (più uno per gli operatori) ciascuno, progettati per favorire la vita autonoma degli ospiti grazie ad ambienti completamente accessibili, sistemi domotici, impianti autonomi e soluzioni tecnologiche in grado di garantire sicurezza e autonomia nella gestione della quotidianità. L’intervento, inoltre, ha previsto la realizzazione di un nuovo ascensore esterno per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rifacimento degli impianti, il miglioramento dell’efficienza energetica, la riqualificazione della copertura, delle aree esterne e delle reti tecnologiche, oltre alla completa fornitura degli arredi e delle dotazioni necessarie al funzionamento degli alloggi.
Non sono mancate le difficoltà: su tutte la presenza di una linea Enel e di un’antenna telefonica sul tetto. Ma è servito anche un archeologo per l’ascensore, e la bonifica per una cisterna di gasolio. «Ce l’abbiamo fatta incastrando professionalità e contingenze, riuscendo ad ottimizzare l’efficienza energetica, la stabilità antisismica e la sicurezza», hanno precisato l’architetto Maddalosso e l’ingegner Grando del Comune.
I commenti
Nella cerimonia, coordinata dall’assessora al sociale Laura Ceccarini, la sindaca Mirella Balliana ha sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni per opere come queste, e ringraziato la Giunta Miatto (presente con l’ex assessore Antiga) per aver avviato il progetto. «Quando si fanno interventi che servono alla comunità, sono trasversali ai colori politici. La somma investita è ingente, ma l’opera molto importante: qui sono espressi i valori costituzionali, laddove dice che la Repubblica deve togliere ostacoli e garantire dignità ai cittadini. Oggi abbiamo messo un tassello importante per la nostra società».
L’assessore regionale al sociale Paola Roma ha applaudito l’impegno degli enti impegnati assieme per arrivare a quest’opera, senza perdere i fondi e sottolineando come il Pnrr abbia dato l’opportunità di realizzare opere per il sociale. «Ora lavoreremo assieme anche per spingere il ministero a mettere risorse per il futuro».
Monica De Coppi, direttore dell’Uoc Disabilità e non autosufficienza del Distretto Pieve di Soligo, ricordando di essere stata informata di questo progetto nei primissimi giorni del suo incarico, ha sottolineato come le istituzioni debbano essere fonti di opportunità e attori di eliminazione di ostacoli e barriere.
Massimo Ciacchi e Gianni Natale, della cooperativa Terra Fertile, hanno ammesso che dopo una iniziale perplessità, quest’opera abbia mosso interessi attorno al tema della fragilità, e in particolare nei confronti dell’abitare inclusivo e collaborativo (da cui anche la nascita della Fondazione Limen), rassicurando i sindaci che «se le persone sono incluse e organizzate in una società coesa, interventi come questo consentono anche grandissimi risparmi in fatto di assistenza». «Sono stati tre anni intensi – hanno detto – ma importanti. Abbiamo lavorato sulla formazione in vista dell’abitare autonomo, sulle competenze trasversali e digitali per la vita quotidiana: abbiamo anche vissuto un’esperienza di residenzialità importante. Ci siamo interrogati sul dopo, perché l’attesa è grandissima. Da parte nostra c’è grande disponibilità».
Nella sua benedizione, don Massimo Bazzichetto ha ricordato l’enciclica di papa Leone, laddove parla della «costruzione della civiltà dell’amore», in contrapposizione alla cultura del potere e dello scarto.
E ora…
La parte strutturale del progetto “Percorsi di autonomia per persone con disabilità“ è stata realizzata. Ora, a fronte di una struttura pronta e di una domanda crescente, bisognerà nel minor tempo possibile che Ats e Comune concretizzino progetti di utilizzo, ovvero sostengano e accreditino i progetti abitativi degli appartamenti che per esempio la fondazione Limen (di cui Terra Fertile, Anffas e Caritas diocesana sono i promotori) è pronta a costruire, meglio se anche con un finanziamento pubblico, ma non necessariamente. Non c’è tempo da perdere.

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