Nel polesine gli over 65 sono il 26,8% della popolazione. Tra 10 anni saranno il 32,3%

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Il Gazzettino, 23 settembre 2022

DEMOGRAFIA ROVIGO Il Polesine continua a invecchiare. Gli ultrasessantacinquenni sono attualmente il 26,8 per cento della popolazione e secondo le ultime simulazioni di evoluzione demografica dell’Istat, fra dieci anni saranno ancora di più, il 32,3%. Ovvero un residente in provincia su tre avrà più di 65 anni. Un fenomeno che va avanti da tempo, come attesta l’innalzamento dell’indice di vecchiaia, che dal 2017 al 2021 ha subito una crescita significativa passando dal 228,96% al 257,62%. L’indice di vecchiaia, che descrive il peso degli anziani in una determinata popolazione, viene utilizzato per stimare il grado di invecchiamento di una popolazione che generalmente è determinato da un aumento del numero di anziani e contemporaneamente da una diminuzione del numero dei più giovani. È proprio quello che sta accadendo in Polesine, con la contrazione della popolazione che come emerge dai dati di contesto dell’ultima Relazione sulla performance dell’Ulss Polesana, che nel proprio territorio di competenza comprende anche Boara Pisani, si presenta come un dato consolidato nelle fasce di età 0-13 e 14-64 anni, a prescindere da eventuali fenomeni migratori dei residenti, mentre parallelamente si registra un incremento sensibile dei residenti nella fascia 65-74 anni e quindi dell’indice di vecchiaia. I residenti con meno di 13 anni sono passati dai 24.885 del 2017 ai 22.587 del 2021, scendendo al di sotto del 10% dell’intera popolazione, il 9,76% del totale, a fronte di un 13,89% che ha fra i 65 e 74 anni e un 13,34% con 75 e più anni. Le cifre sono ancora più chiare: a fronte di 22.587 ragazzini con meno di 14 anni, i polesani con 65 o più anni sono 63.048. Sempre secondo le previsioni demografiche dell’Istat, l’età media salirà dai 48,7 anni di oggi a 50,8, nonostante l’ipotesi di una leggera risalita del tasso di natalità, dal 5,4 attuale al 5,8 del 2031. In ogni caso, oltre a essere più vecchia, la popolazione polesana fra dieci anni è previsto che sia anche decisamente meno numerosa, scendendo a quota 214.106 abitanti.
LA POVERTÀ AVANZA Oltre a questo va evidenziato anche come in provincia e pensioni di vecchiaia siano fra l’altro le più basse del Veneto, aspetto che rende quindi gli anziani polesani i più esposti in Veneto agli effetti del caro vita. Dei 50.119 percettori di pensione di vecchiaia, il 50,65% riceve un importo mensile inferiore a mille euro. A Venezia, invece, sotto questa soglia è il 39,44%, a Vicenza il 40,83%, a Padova il 43%, a Belluno il 43,38, a Treviso il 43,35% e a Verona il 46,63%. E sono 5.764 le indennità di accompagnamento in Polesine. Proprio sotto questo aspetto interviene con un nuovo appello lo Spi Cgil del Veneto: «In Veneto oltre 180mila anziani, il 15,6% del totale, non sono più in grado di badare a loro stessi e devono essere assistiti quotidianamente anche nelle operazioni più elementari, come alzarsi dal letto, lavarsi, nutrirsi, andare in bagno. Circa 150mila famiglie, spesso con l’aiuto delle assistenti familiari, dedicano gran parte del loro tempo a seguire i propri cari, sacrificando molte ore lavorative e di vita. Si chiamano caregiver e sono soprattutto donne. Altri 30mila over 65, per lo più oltre gli 80 anni, sono ospiti delle case di riposo, i cui costi stanno diventando sempre più proibitivi. Di fronte a questi numeri drammatici, la non autosufficienza appare come un problema tanto grave e urgente quanto quello del caro-bollette. Eppure, nella campagna elettorale il tema non sembra prioritario. La popolazione anziana è in costante aumento anche in Veneto dove un residente su quattro è over 65 e l’8% della popolazione, 370mila, supera gli 80 anni. In generale, soffrono di gravi limitazioni nello svolgimento della attività quotidiane il 6,8% degli anziani fra i 65 e i 74 anni e il 20% degli ultra 75enni. Nel 2022, fonte Inps, sono state erogate in Veneto 94.017 indennità di accompagnamento, 525,17 euro mensili, riservate, su richiesta, a soggetti che devono essere assistiti per compiere gli atti quotidiani della vita, di cui 73.665 a persone non autosufficienti con più di 80 anni».

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