Montecchio Maggiore. La decisione del consiglio comunale: affrontare i problemi dell’Alzheimer e della demenza in commissione

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Il Giornale di Vicenza, 27 settembre 2022

Una o più commissioni per affrontare i problemi e la delicata questione dell’Alzheimer e della demenza senile. È questa la proposta che è stata avanzata, e poi accettata, dal consiglio comunale di Montecchio Maggiore nel corso della presentazione di una mozione sull’argomento a firma di Elisa Pilati di M5S e degli altri consiglieri di opposizione. «La demenza è una sindrome che comporta l’alterazione progressiva di alcune funzioni, memoria, pensiero, ragionamento, linguaggio, orientamento, personalità e comportamento, nonché una serie di alterazioni che interferiscono con gli atti quotidiani della vita – ha argomentato Pilati -, con la conseguente perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza di vario grado. È compito anche di questa amministrazione adoperarsi affinché le persone con demenza siano rispettate, comprese e sostenute, anche attraverso la creazione di “Comunità amiche delle persone con demenza”. Una comunità dove l’obiettivo principale è aumentare la conoscenza della malattia, come strumento per ridurre l’emarginazione e il pregiudizio sociale».La consigliera ha poi proposto di attivare percorsi di informazione coinvolgendo le associazioni nella creazione di una rete di cittadini, facilitare l’accesso ai centri anziani di Montecchio «dove si possono potenziare percorsi per l’attenzione e la tematica dell’Alzheimer e della demenza e magari avviare un centro diurno in collaborazione con il centro servizi “La Pieve”», ha proseguito. Alla discussione sono intervenuti tutti i consiglieri comunali, gli assessori e il sindaco Gianfranco Trapula che hanno espresso apertura e sensibilità verso il tema, alcuni raccontando anche vicende familiari molto dolorose. «Nel centro diurno dell’Ipab, fino a prima della pandemia – ha evidenziato l’assessore al sociale, Raffaella Mazzocco – c’erano sei posti. Con l’avvento del Covid il servizio è stato sospeso perché le persone non possono entrare ed uscire liberamente dalla struttura proprio per i contagi. Esiste pure un nucleo apposito, chiamato “Nucleo blu”, ad alta protezione, dove si può usufruire di 60 giorni nell’arco di un anno, anche non continuativi. Per accedervi è necessaria la certificazione della patologia di demenza o di Alzheimer».L’assessore ha spiegato che ad Arzignano è attiva l’associazione Malati di Alzheimer. «Avevamo cominciato a fare degli incontri con i cittadini, in collaborazione con il Comune e “La Pieve” – ha aggiunto – proprio per spiegare cosa possono fare i familiari che sono le persone più coinvolte in questa patologia. Perché le famiglie spesso non sanno cosa fare. Con l’arrivo della pandemia tutto questo purtroppo è stato sospeso ma l’associazione è sempre attiva e, settimanalmente per alcune ore, resta a disposizione».Alla fine, da più parti, è arrivata la proposta, poi accettata da tutti i consiglieri, di riunire la commissione consiliare servizi sociali, approfondendo quindi l’argomento su ogni aspetto da quello medico a quello psicologico a tutto tondo e la mozione è stata ritirata.

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