Montecchia di Crosara saluta le suore Elisabettine, da 98 anni al servizio della parrocchia e della scuola dell’infanzia

Argomento:
Provincia:

L’Arena, 26 settembre 2022

Da Madre Basilia, madre Saveria, madre Severa e madre Filiberta a suor Andreina, suor Silvia Rita e suor Sandra: tra le prime quattro suore terziarie francescane Elisabettine, che arrivarono a Montecchia di Crosara il 18 agosto del 1925, e le ultime tre che hanno chiuso la comunità religiosa al servizio della scuola dell’infanzia, passa una storia lunga 98 anni.Come dice suor Enrica Martello, superiora provinciale della congregazione che ha la propria casa madre a Padova, «questa comunità non ha mai potuto pensarsi senza le suore».Ieri in Duomo si è vissuta la giornata preparata dallo scorso giugno, da quando cioè è stato comunicato il ritiro della piccola comunità di anziane suore, conseguenza della crisi delle vocazioni: abbracci, commozione e tanto affetto sono stati gli ingredienti di una mattinata in cui tutto il paese ha voluto esprimere il suo profondo grazie.Perché loro, le Elisabettine, per quasi un secolo hanno significato accoglienza e formazione di migliaia di bambini all’asilo, sorto nel 1924 per volontà dell’allora parroco monsignor Giovanni Beggiato (al quale l’istituzione è stata intitolata), sono state parte integrante della comunità, dalla collaborazione alle tante attività della parrocchia al rapporto privilegiato e amorevole con gli ammalati e gli anziani.Una certezza, il loro esserci, anche nei momenti più bui del paese: «L’incendio di Montecchia nel 1944, il parricidio e matricidio del 1991 (il doppio delitto Maso, ndr) ed il tornado del 2020: anche tra le lacrime», il pensiero del sindaco Attilio Dal Cero, «abbiamo visto la luce».
Di qui l’iniziativa di approntare una grande lapide che sarà posizionata sulla parete della casa delle suore, sulla collinetta alla Sgussa, dove sorge la scuola dell’infanzia: una segno di «riconoscenza per il servizio svolto per 98 anni con amore e dedizione per le tante generazioni di bambini».Così ha commentato e si è appellato il parroco, don Adriano Preto Martini, che ha concelebrato con monsignor Franco Coffetti e con don Federico Marcazzan: «Non va disperso quanto di prezioso le suore hanno seminato, nel portare avanti questa vocazione al dono, all’impegno, al servizio».In poco meno di un secolo, in questa piccola comunità religiosa sono nate, come ha ricordato il vescovo di Vicenza monsignor Beniamino Pizziol nel saluto letto in Duomo, 128 vocazioni diventate vita consacrata ma anche tante mamme, oggi nonne o bisnonne, sono cresciute all’oratorio femminile dove si imparava il ricamo.Loro, «le suorine», hanno alternato sorrisi a commozione per poi abbracciare idealmente tutti per «l’accoglienza generosa, aperta e sensibile» con la quale sono state accolte ed amate.

Articoli di rassegna correlati