La Conferenza delle Ipab di Verona e Vicenza: Ipab poco considerate e penalizzate dalla mancata riforma

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L’Arena, 24 gennaio 2023

Le Ipab di Verona e Vicenza si stringono in alleanza. Le dieci strutture scaligere riunite attorno alla Conferenza inaugurata lo scorso anno, presieduta da Manuela Tomasi, presidente della casa di riposo di Villafranca, sono state ricevute a Vicenza dalle «colleghe» per illustrare loro il significato di questo tavolo di concertazione e per costruire un eventuale percorso simile interprovinciale o magari regionale. «Nel panorama dei servizi di assistenza, le Ipab risultano essere fondamentali ma poco considerate e ascoltate», spiega in una nota la Conferenza. «Spesso vengono escluse da ogni possibilità di accesso a fondi e linee di finanziamento per il loro stato giuridico non ancora riformato (in Veneto si attende la riforma da oltre 20 anni).La crisi che ha investito questi istituti, in seguito alla pandemia e ai rincari energetici e delle materie prime, oltreché alla carenza di personale sanitario, è stata pesante e difficile da sostenere nel lungo periodo.Per questo dieci realtà nel Veronese hanno costituito una Conferenza e avviato un confronto per unire le voci in una unica che possa essere rappresentativa delle esigenze di tutto il gruppo».L’esperienza non è passata inosservata ed è giunto dalla provincia di Vicenza un invito per la condivisione dell’attività svolta e per cercare insieme le vie per un percorso unico che possa cercare soluzioni alle difficoltà e creare nuove opportunità con la collaborazione e il confronto.
La rappresentanza delle dieci Ipab di Verona, dunque, si è confrontata con altrettante realtà pubbliche della zona Berica.L’idea è di creare, dapprima, una rete di supporto che in primo luogo vagli le possibilità di accedere a finanziamenti nazionali ed europei, focalizzando l’attenzione sulla segnalazione degli aspetti normativi che finora hanno precluso l’accesso ai fondi a questi istituti. «Passaggio necessario», spiega Tomasi, «poiché attraverso l’oculata gestione dell’amministrazione ordinaria risulta possibile gestire i servizi essenziali, ma senza finanziamenti non è in alcun modo possibile apportare migliorie strutturali e organizzative in grado di implementare la qualità dell’assistenza».Fondamentale, però, sarà anche avviare tavoli di confronto con le Ulss dei territori e con la Regione. «La discussione», conclude Tomasi, «si è incentrata anche sul pregiudizio spesso legato alle Rsa, che vengono viste come luoghi in cui non c’è più vita, luoghi d’attesa e di triste abbandono, senza una reale progettualità.La necessità di combattere questa visione è stata condivisa da tutti i presenti e già abbiamo un progetto in cantiere».

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