Isola della Scala. Associazione Grida, da 15 anni al fianco delle persone con disabilità

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L’Arena, 27 giugno 2022

Da quindici anni presidiano il territorio isolano e al loro occhio vigile non sfugge nulla: il gradino del marciapiede in coincidenza con l’attraversamento pedonale, le rampe di accesso non conformi, tratti pedonali stretti o dissestati. Con l’obiettivo di rendere accessibile a tutti ogni angolo del paese, rimuovendo tutti gli ostacoli che rendono difficoltosa la mobilità non solo delle persone con disabilità, ma anche di quelle che hanno ridotte capacità motorie come anziani e mamme con passeggini e carrozzine. È l’associazione Grida, che sta per Gruppo isolano diversamente abili, e che nei giorni scorsi ha celebrato il quindicesimo anniversario di fondazione insieme agli oltre cento associati e simpatizzanti che hanno condiviso, con un grande pranzo, questo importante traguardo insieme al sindaco Luigi Mirandola, al vicesindaco Federico Giordani e ai parroci isolani. Un momento conviviale per ricordare il passato ma soprattutto per guardare al futuro con rinnovato ottimismo, dopo due anni di pandemia che ha fortemente limitato le attività associative. «Tutto è nato da un’idea dell’amico Luciano Cattafesta che oggi non c’è più», afferma il presidente Mauro Gavioli, «all’inizio eravamo in quattro oggi siamo in 108 soci». «La gente allora non era abituata a vedere gente in carrozzina che scorrazzava in giro per il paese scattando foto e ci guardava come se fossimo degli alieni», aggiunge, «oggi invece è il contrario perché ci conoscono, segno che abbiamo lavorato bene e che dobbiamo continuare così, con i nostri gazebo in piazza, entrando nelle scuole, segnalando ogni criticità anche attraverso il nostro giornalino Grida Informa». Dare voce e forza al mondo della disabilità con l’idea di azzerare ogni barriera fisica e culturale promuovendo l’inclusione sociale. È questo l’impegno di Grida, da sempre in prima linea con un pallino fisso: il Peba, il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. È una scommessa che il gruppo ha stipulato con l’intero territorio offrendo una grande lezione di civiltà. Non a parole ma con i fatti, battendosi e dialogando instancabilmente con l’amministrazione comunale «di qualsiasi colore sia», con i negozianti locali perché «mettere una pedana in ingresso non costa niente ma fa la differenza», con gli studenti perché «le barriere più insidiose sono quelle culturali» e pure con la parrocchia. Da qui si riparte, da una visione «diversa» e più inclusiva del mondo, quella delle persone con disabilità che oggi, grazie anche a Grida, sono un po’ meno invisibili.

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