Dalle centrali idroelettriche 10 milioni per case di riposo e famiglie in difficoltà

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Corriere del Veneto, 4 ottobre 2022

Dalle dighe venete che producono energia idroelettrica arriva un «tesoretto» pari a 10-11 milioni di euro da destinare ai Servizi sociosanitari residenziali e ai cittadini bisognosi con Isee inferiore a 20 mila euro. Parliamo di proventi versati dai titolari di grandi derivazioni idroelettriche per l’anno 2021 e che ora, grazie alla legge regionale del 2020 vengono, per la prima volta, riscossi e redistribuiti per contribuire a mitigare l’autunno caldissimo del caro bollette.
Come monetizzare
La decisione è arrivata dalla giunta regionale che applica, così, la legge che introduce l’obbligo per i concessionari delle grandi concessioni idroelettriche di fornire gratuitamente ogni anno alla Regione 220 kilowattora per ogni kW di potenza nominale installato. Un quantitativo che si può anche monetizzare, ed è la strada scelta dal Veneto. Si diceva, appunto, che la stima arriva a 10-11 milioni di euro. Spetterà poi alla Regione distribuirli, secondo i criteri stabiliti nella delibera.
Belluno trattiene il 100%
Le province nelle quali sono presenti grandi impianti idroelettrici (Treviso, Verona e Vicenza) riceveranno il 60% della quota relativa all’energia prodotta. Il restante 40% invece, secondo il sistema della perequazione, sarà suddiviso fra sei province in proporzione agli abitanti, ad esclusione di Belluno che in nome della sua specificità trattiene il 100%. In questo modo, spiega l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, «anche a Padova, Rovigo e Venezia, dove non ci sono grandi derivazioni, arriveranno delle risorse». Discorso diverso, appunto, per Belluno, che produce circa i 2/3 dell’energia idroelettrica dell’intera Regione (in virtù delle 24 grandi derivazioni per una potenza nominale complessiva di oltre 382mila kW e un valore di circa 6-7 milioni di euro). Quindi alle altre sei province arriverà quota parte dei 4-5 milioni rimanenti. Dove investire i soldi lo decide la Regione, di concerto con le Province di anno in anno.
Le priorità
Oggi la priorità è stata data alle case di riposo, nel tentativo di mitigare l’aumento delle rette. Verranno poi aiutate le scuole pubbliche e le famiglie con Isee inferiore a 20 mila euro. «La nostra legge regionale – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin – discende dalla legge nazionale che ci attribuisce la competenza firmata dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, è blindata». Eppure, c’è già chi teme ricorsi da parte dei gestori.

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