Caro bollette per le case di riposo, Polesel (Ipav): Penso che il Governo non permetterà un aumento così sensibile delle rette. Per noi un milione in più di spese nel 2022

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Il Gazzettino, 29 settembre 2022

L’APPELLO VENEZIA «Sulle case di riposo il governo corregga il decreto aiuti prima che sia troppo tardi, rischiamo una catastrofe sociale». Il grido di allarme dell’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini vuole porre un faro sull’esclusione dai sostegni economici delle strutture per anziani del Veneto. Un fatto che riguarda circa 250 realtà sul territorio regionale, che rischia di provocare un’eclissi nel mondo dell’assistenza. «Il decreto estromette completamente le Ipab, prevedendo rimborsi per Rsa e Terzo settore, che funzionano nel resto d’Italia, mentre in Veneto gli enti di natura pubblica sono ancorati ad una legge passata che ancora non è stata oggetto di riforma», continua Venturini. Un’anomalia che fa chiedere all’assessore un correttivo al decreto: «Si parla di enti del Terzo settore, ma così si esclude la possibilità per le Ipab di beneficiare dei milioni messi a disposizione delle strutture per far fronte ai costi energetici. Anche l’Uripa, l’ente che raggruppa le strutture venete, ha rilanciato il tema, perché senza i benefici le prospettive sono critiche. Si rischia il dissesto, oppure la necessità di ribaltare il costo sulle famiglie, fattispecie drastica sul piano sociale».
ASSISTENZA VENEZIANA Sul tema entra anche Luigi Polesel, presidente dell’Ipav comunale (Istituto pubblica assistenza veneziana) che rappresenta le strutture nate dalla fusione dell’Ire e Antica scuola dei battuti. La realtà gestisce circa un migliaio di non autosufficienti: «Sono ottimista, penso che il Governo non permetterà questo: nel nostro caso l’aumento dei costi riguarda un milione in più per il 2022 (il 50% di aumento) e per il 2023 si parla di raddoppio, perché siamo energivori, garantiamo riscaldamento e raffreddamento». Per questo, Venturini propone un esempio: «Se non ci sarà risposta, bisognerà trovare i denari per far fronte ai mancati aiuti e si potrebbe determinare un aumento delle rette, cosa che già tante case di riposo stanno facendo. Si pensi a cosa vuol dire riscaldare quelle strutture, significano più milioni l’anno, così dopo il Covid che ha ammazzato i conti, si propone un altro tema». LA RICHIESTAEcco quindi la richiesta: «Che il Governo risolva immediatamente nel decreto l’ambiguità inserendo la dicitura corretta – Ipab o altra natura pubblica – per consentire anche al Veneto di usufruire di questi aiuti. Servono correttivi immediati perché l’Italia non può e non deve dimenticarsi dei suoi anziani». In ottica prospettica, l’esponente della giunta veneziana continua: «Il modello lombardo prevede le fondazioni, quello emiliano aziende pubbliche speciali, in regione c’è la necessità di risolvere un’ambiguità».

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