Alunni con disabilità, nel vicentino 30% in più in 10 anni (da 3400 a 4458). È la provincia veneta col numero più alto

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Il Giornale di Vicenza, 8 maggio 2022

Un grande successo per l’inclusione scolastica nel Vicentino e, allo stesso tempo, un segno di come siano rapidamente cambiati i tempi. Nel giro di dieci anni scolastici, gli alunni con disabilità certificata iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Vicenza sono aumentati di oltre il 30 per cento. Nel 2011/2012 erano 3.400 mentre nell’anno scolastico in corso sono 4.458. I dati del report sull’inclusione scolastica pubblicati dall’ufficio scolastico territoriale mostrano anche come soffra il comparto degli insegnanti di sostegno. Vicenza è la provincia veneta in cui studiano più alunni disabili e, di conseguenza, è l’area in cui sono stati dislocati più posti per l’insegnamento di sostegno, in tutto 2.394. Solo che, nonostante questo dispiegamento di forze il rapporto resta sempre di quasi due ragazzi per ogni insegnante (1,86 per l’esattezza) più basso solo rispetto a Belluno che è all’1,89. Gli altri I rapporti più favorevoli sono tra Padova e Venezia, che sono poco sotto l’1,5. Solo che il valore assoluto di studenti disabili è molto più basso. In dieci anni, il numero di docenti di sostegno a Vicenza è aumentato del 69 per cento mentre per esempio a Verona il segno più è stato del 75 per cento, a Treviso e Rovigo del 71 per cento e a Padova addirittura dell’81 per cento. Se si osserva il delta solo dallo scorso anno scolastico a quello in corso, poi, la differenza è ancora più evidente: gli alunni con disabilità nel Vicentino sono cresciuti del 13 per cento, mentre gli insegnanti che li seguono solo dell’1,7. Sempre per fare un esempio, tra l’altro prendendo in considerazione Verona che ha il secondo bacino di alunni certificati (2.278), lì l’incremento annuale di sostegni è stato del 10,7 per cento. C’è da dire che, con un criterio comprensibile, il rapporto è a salire: nelle scuole dell’infanzia a 1,41 bambino per insegnante; 1,85 alle elementari; 2,11 alle scuole medie per poi scendere a 1.77 alle superiori, in cui però c’è anche una presenza relativamente più bassa di certificazioni.Le difficoltà Bastano questi rapporti numerici per far comprendere quale possa essere la difficoltà nel gestire alcune situazioni. Nonostante questo, però, il percorso scolastico dei ragazzi con disabilità è spesso assolutamente in linea con la loro età: la disabilità non mina la loro carriera scolastica. Analizzando i numeri che parlano delle scuole superiori, su 1.046 studenti certificati, 597 non sono mai stati respinti mentre invece 449 non sono in linea con il percorso scolastico, il 42,9 per cento. Tra gli studenti ultra-diciottenni certificati iscritti alle superiori vicentine, 94 stanno frequentando la quinta e si stanno preparando per affrontare la maturità in linea con il percorso mentre in 190 stanno ripetendo qualche anno scolastico. Da cinque anni scolastici, l’ufficio scolastico ha avviato una collaborazione con la Federazione delle scuole materne: dal 2016/17 queste scuole sono diminuite di 9 unità, mentre i bambini con disabilità sono 132 (25,37 per cento); di questi 13 alunni sono dichiarati con disturbi di comportamento o di relazione e 46 sono dichiarati con disturbi nello spettro dell’autismo. I bambini con “difficoltà di autoregolazione comportamentale” sono 184, il 700 per cento in più rispetto a cinque anni fa. Scuole e classi Nell’anno scolastico in corso, sono 288 i bambini con disabilità iscritti alle scuole dell’infanzia; il numero sale a 1.782 bambini quando si avanza verso la scuola primaria mentre nei tre anni delle secondarie di primo grado sono iscritti in 1.342 ragazzi con certificazione. Fa quindi effetto osservare che, distribuiti nei cinque anni delle scuole superiori, ci sono solo 1.046 studenti con disabilità. Tra i dati dell’ufficio scolastico regionale ce n’è uno in particolare che fa riflettere: durante lo scorso anno scolastico, c’erano 467 ragazzi che frequentavano l’ultimo anno di scuole medie. Quest’anno, al primo anno di scuole superiori, se ne sono presentati 273 e cioè circa 59 per cento. Una percentuale che non tiene conto delle bocciature, certo, ma evidenzia anche il neo dell’interruzione del percorso formativo.

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