A Sarmeola di Rubano un incontro sull’elaborazione del lutto per chi si prende cura di persone con demenza

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Il Mattino di Padova, 8 maggio 2022

RUBANO. Come affrontare la fine della vita di una persona cara: un percorso di formazione che ha visto protagonista l’Opsa di Rubano e i cui risultati sono stati presentati il 7 maggio, proprio all’interno della struttura in un convegno dedicato a lutto e morte.
Il tema della morte e di come gestire la perdita sono argomenti che spesso vengono evitati o messi in secondo piano, soprattutto in ambienti di lavoro che con la morte hanno molto a che fare.
Fuggire dall’idea della morte a volte sembra l’unico modo per non soffrire, per non ricordare di essere mortali. Affrontare questi temi è stato l’obiettivo del percorso di formazione dal titolo “Il lutto e le sue declinazioni nel mondo delle demenze” che ha coinvolto il personale della Casa Madre Teresa di Calcutta, centro di accoglienza e assistenza alle persone affette da deterioramento cognitivo.
IL CORSO ALL’OPSA
Il corso, nato ad ottobre 2021 e concluso nel febbraio 2022, ha coinvolto i dipendenti della struttura a tutti i livelli e si è occupato di raccogliere esperienze sul fine vita e sulla gestione della perdita, prima cognitiva e poi fisica, delle persone.
Attraverso una diversa narrazione del rapporto con gli ospiti della struttura econ i loro famigliari, il progetto ha portato ad analizzare la relazione tra i dipendenti con il decorso delle malattie neurodegenerative (come l’Alzheimer) e la conseguente perdita del paziente.
«Il corso ha rappresentato un’esperienza unica che ha coinvolto diversi tipi di professionalità» racconta don Roberto Ravazzolo, direttore generale dell’Opsa «Il confronto da più punti di vista sul tema dell’Alzheimer è stato fondamentale per comprendere meglio il processo del decadimento cognitivo e della morte».
LA SOFFERENZA DEL PERSONALE
La necessità è nata dal senso di sofferenza del personale generato dalla morte di ospiti che spesso avevano costruito solidi rapporti all’interno della struttura durante il ricovero.
Il progetto, unico nel suo genere, è stato pensato appositamente sulla realtà della Casa Madre Teresa di Calcutta, ad oggi uno dei pochi centri in Italia in grado di occuparsi a tempo pieno e con competenza dei pazienti affetti da demenza.
All’interno del centro sia il paziente che i suoi familiari vengo seguiti durante tutte le fasi della malattia, con la garanzia di servizi specifici e professionali.
Il percorso di formazione è stato coordinato dal dottor Andrea Melendugno, psicologo e psicoterapeuta della struttura, in collaborazione con professori e ricercatori del dipartimento Fisppa dell’Università di Padova. Tutti i 60 dipendenti della struttura hanno accolto positivamente la formazione e sono stati entusiasti dei risultati.
IL “LUTTO AMBIGUO”
Il tema principale emerso dalle conclusioni è stato quello della maggiore comprensione del “lutto ambiguo”: un lutto che si vive quando si è a contatto con una persona affetta da una malattia neurodegenerativa che mantiene la sua forma fisica, ma perde gradualmente le facoltà mentali e la propria identità.
I partecipanti hanno riscontrato una maggiore competenza nell’affrontare queste particolari situazioni sul luogo di lavoro, di conseguenza ciò ha portato ad una maggiore soddisfazione lavorativa. Il benessere generato dal corso emerge anche nella quotidianità dei dipendenti.
Nei mesi successivi è aumentata la facilità di comprendere ed esternare i sentimenti personali, che ha migliorato e rafforzato i legami tra colleghi.
«Dai risultati del corso abbiamo notato che si è creata una rete di supporto reciproco tra i dipendenti», spiega il dottor Gianmarco Biancalani, esperto di psicologia palliativa.
Il percorso non terminerà solo con la pubblicazione di uno specifico studio scientifico, ma continuerà ad interessare i dipendenti che hanno sottolineato la necessità di altri momenti di formazione.
«Dal questionario somministrato alla fine è emerso il desiderio di avere un supporto continuativo per migliorare ulteriormente il lavoro quotidiano», afferma la dottoressa Lucia Ronconi, esperta di analisi quantitativa dei dati e consulente statistico dell’Università di Padova.

 

La Difesa del Popolo, 4 maggio 2022

Appuntamento sabato 7 maggio, dalle 9.30 alle 12.00, nell’Auditorium Casa Madre Teresa di Calcutta (ingresso da via Mazzini 93) a Sarmeola di Rubano, con l’incontro pubblico dal titolo Elaborare il lutto. Un progetto di crescita umana e professionale con chi si prende cura di persone con demenza.
L’appuntamento, che mette sul tavolo un tema delicato e troppo spesso esorcizzato, accantonato e non affrontato, verrà declinato attraverso due punti di vista e due linguaggi. Dopo i saluti e l’introduzione di don Roberto Ravazzolo, direttore generale dell’Opera della Provvidenza S. Antonio, ci sarà, infatti, un dialogo tra Andrea Melendugno, psicologo e psicoterapeuta della struttura, e una delle massime esperte di studi sulla morte, la professoressa Ines Testoni, direttrice del Master Death Studies and The End of Life dell’Università di Padova (dipartimento FISPPA, di Filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia) e autrice de Il grande libro della morte (Il Saggiatore, 2021). Il dialogo verterà proprio sul volume della professoressa Testoni, che affronta il tema della morte ripercorrendo sia «i miti, le credenze e le tradizioni funebri che hanno accompagnato l’umanità fin dall’alba dei tempi»; sia i diversi “atteggiamenti” individuali e collettivi nei confronti della morte per arrivare all’oggi: «un’epoca in cui i progressi della scienza e della tecnologia ci spingono a ripensare in nuovi modi l’essere umano, e figure ibride come i cyborg e il movimento del trans umanesimo aprono le porte a possibili forme di parziale immortalità. Un’epoca in cui è sempre più pressante la richiesta di un supporto medico e psicologico per i morenti e i loro cari; in cui è più che mai necessario ristabilire un rapporto maturo e consapevole con la morte».
Nella seconda parte della mattinata, si entrerà quindi nel merito dell’esperienza che il personale di Casa Madre Teresa ha affrontato nel percorso formativo esperienziale realizzato e curato nei mesi scorsi proprio dai ricercatori della Scuola di psicologia di Padova.
Il percorso, innovativo nel suo genere, ha coinvolto sia il personale di assistenza e cura che quello dei servizi associati di Casa Madre Teresa di Calcutta, centro polifunzionale di accoglienza e assistenza alle persone affette da deterioramento cognitivo e alle loro famiglie all’interno del complesso dell’OPSA – Opera della Provvidenza S. Antonio e aveva come titolo Il lutto e le sue declinazioni nel mondo delle demenze.
Si è sviluppato in cinque settimane (da ottobre 2021) coinvolgendo in tutto 60 persone per gruppi di sei.
Il percorso è stato studiato per promuovere il benessere del personale a contatto con persone affette da malattie neurodegenerative, favorendo e potenziando i fattori protettivi e le risorse individuali e collettive, offrendo strumenti e capacità di elaborazione del lutto in tutte le sue varie forme: fisica (morte), psichica (decadimento delle facoltà cognitive), di separazione professionale (distacco dal paziente che si sta curando e accudendo per spostamento ad altri nuclei di cura). Non ultime quelle determinate dall’emergenza Covid con tutte le conseguenze: distanziamento, isolamento, allontanamento…
In letteratura scientifica si parla di “lutto ambiguo” proprio per il fatto che ci sono situazioni in cui la “perdita” ha la forma e le caratteristiche del lutto, anche laddove non c’è l’assenza definitiva della persona. Sono forme di separazione che segnano la vita delle persone, i familiari in primo luogo, ma non ne sono esenti anche le varie figure che sono coinvolte nella relazione di cura.
Da qui l’interesse per sostenere la persona e offrire strumenti adeguati per affrontare queste esperienze, saperle identificare e viverle senza rischiare di cadere in dinamiche di burn out o di altre situazioni di difficoltà e stress emotivo sempre possibili laddove si è a contatto con la sofferenza e la relazione di cura.
Il progetto, unico nel suo genere, è stato studiato appositamente sulla realtà di Casa Madre Teresa di Calcutta che si annovera tra i pochi centri in Italia in grado di garantire una continuità della presa in carico dei pazienti con demenza. Qui, infatti, il paziente e i familiari vengono seguiti nella stessa struttura nei vari stadi della malattia, garantendo servizi specifici grazie ai diversi nuclei presenti all’interno: dal centro diurno nelle fasi iniziali fino alla residenzialità per le fasi più evolute e complesse.
Il percorso di formazione non teorico, ma a carattere esperienziale, che ha utilizzato tecniche di arteterapia (in particolare fototerapia e psicodramma) è stato messo a punto e realizzato da Casa Madre Teresa di Calcutta, con il coordinamento del dottor Andrea Melendugno, psicologo e psicoterapeuta della struttura, in stretta collaborazione con il Dipartimento FISPPA (Dipartimento di Filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia) dell’Università degli Studi di Padova e in particolare con la professoressa Ines Testoni, psicologa e psicoterapeuta, docente del corso “Psicologia delle relazioni di fine-vita, perdita e morte” e direttrice del master in “Death Studies and the End of Life” – coadiuvata dal dottor Gianmarco Biancalani, esperto di psicologia palliativa e death education e dalla dottoressa Lucia Ronconi, esperta di analisi quantitativa dei dati e consulente statistico dell’Università di Padova.
L’esperienza sarà anche occasione per la pubblicazione di uno specifico studio scientifico.

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